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Crema di peperoncini.

21 maggio 2012

Allora, tre foto per spiegare velocemente.

Non è una ricetta originale inventata da me, l’ho letta sicuramente da qualche altra parte, quindi lungi da me dichiararmi pioniere della crema di peperoncino ci mancherebbe altro.

Ma è una di quelle cose del tipo “mai più senza”.

Che anche se non sono peperoncioni calabresi, anche se non è aglio di Vessalico o di Nubia, anche se non è olio di frantoio, si può fare una cosa decente.

Aprite le menti, dai.

Qui ho usato:

  • 300 gr. di peperoncini freschi lunghi piccanti
  • 2 spicchi d’aglio
  • un pugno di sale grosso
  • olio evo

 

Frullato tutto, e messo a colare tutta l’acqua per 12 ore. Acqua che tra l’altro si rivela essere coloratissima e saporita, tanto che io non la butto, ma la riutilizzo. Rilasciata l’acqua si imbarattola con olio evo. Fondamentale per i ritocchi di piccante in tutti i piatti, sulle bruschette, a cucchiaiate, dicevo. Confermo.

Crema a rilasciare acqua a sx. Acqua a dx.

L’imbarattolamento. La cucina zozza dello chef.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

losco figuro sbuca con fare ghiottone

Spaghetti rossi con vongole e asparagi (“Spaghetti rossi in verde”).

20 maggio 2012
Un’altra domenica piovosa, ed è il 20 maggio. Cose che ad un certo punto uno gli vien spontaneo dire BASTACONSTOGRIGIUME, ma non c’è niente da fare se non cercare di trovare i colori in un disco bellissimo (non linko nulla, sceglietevelo voi) e in un pranzo all’altezza. Oggi ho fatto gli spaghetti rossi. Come sempre, a modo mio.
 

Breve excursus teorico. Oggi m’ero messo in testa di fare la Crema di peperoncini, fondamentale per una serie di funzioni in cucina: correzioni di piccante all’ultimo momento (e anche non necessariamente all’ultimo momento), bruschette, cucchiaino (e conseguenti fiamme dalle fauci).

Lo Spaghetto rosso viene quindi ribattezzato “in verde”, perchè nella preparazione della crema otterremo un denso liquido verde (perchè ho usato peperoncini verdi) che arricchirà il condimento di asparagi e vongole. Perchè se il VERDE, inteso astrattamente come il colore che noi immaginiamo nella nostra testa (ecco, daltonici e discromatopsici purtroppo sono dispensati), dicevo se il verde avesse un sapore, secondo me sarebbe quello. Dolce, piccante, ma soprattutto verde. Non sono un poeta, non riesco a spiegarlo meglio di così perciò prendete o lasciate.

 
 

Ingredienti:

Per la pasta:

Farina

Passata di pomodoro (3/4 di bicchiere)

1 uovo

Paprika forte (1 cucchiaio e mezzo)

Vino bianco (1/2 bicchiere)

Per il condimento (il “verde”):

Asparagi

Vongole (vere, guai a voi se usate il vasetto)

Olio Evo

Colorante naturale VERDE peperoncino

Vino bianco

Preparazione: fate aprire le vongole in una pentola con un filo d’olio.

Sgusciatele e filtrate il liquido che altrimenti vi mangiate il fondale marino.

Tagliate a tocchetti gli asparagi e fateli cuocere in padella con un fondo d’olio, sfumate con del vino bianco, coprite e portate avanti la cottura. Quando gli asparagi iniziano ad essere teneri aggiungete le vongole e la loro acqua filtrata.

Aggiungete, ovviamente, 3 o 4 cucchiai del “colorante naturale” verde peperoncino, a seconda di quanto siete rock.

Fate ritirare un po’, ma non troppo, perchè stiamo facendo pasta fresca e sarebbe un peccato non sfruttarne la porosità. Quindi io direi che la padella, nel momento in cui decidiamo che il sugo è pronto, dovrebbe presentarsi più o meno così:

Infine, cuocete i vostri bellissimi spaghetti rossi in acqua bollente.

Si, ho capito, non ho scritto come si fanno. Ma penso che non ci sia bisogno di dire “impastate gli ingredienti e fate degli spaghetti”.

Avrei potuto farlo, ma solo per motivi estetici, per permettere alle foto di dare un’idea di bella impaginazione a questo post che purtroppo con WordPress continuo ad aver problemi e nonostante tutto ho messo nel curriculum vitae che lo so usare…..ah, avete già scolato gli spaghetti?

Saltateli in padella, e fatevi un piatto gigante.

Ora io ho fatto due foto che mi piacciono entrambe e allora le metto una sotto l’altra così a caso perchè mi dispiace sempre tenere fuori le foto dei miei piatti per motivi di spazio ecc. E allora, fuori una:

E da distanza ravvicinata, fuori due.

P.S. stasera o domani imbarattolo la Crema di peperoncini, quindi avrete anche la mia visione dei fatti su quella.

Orata al forno con verdure.

13 maggio 2012

Si, è domenica e piove. Allora accendo lo stereo (il pc, dai), metto i Migliori dell’universo e accendo il forno.

E’ una banalissima orata al forno come potrebbe fare chiunque. Ma è primavera, e anche se piove ieri abbiamo comprato delle ottime verdure e siam contenti lo stesso. Non perdiamo tempo, che ho fatto un sacco di foto e ci metterò 2 ore solo per organizzarle che ultimamente con WordPress litighiamo abbestia ma poi alla fine non ci lasciamo quasi mai, non arriviamo al punto di rottura quasi mai.

In sostanza, per 3 persone io ho preso

  • 2 peperoni
  • una cipolla
  • 2 patate
  • 3 orate
  • un pugno abbondante di capperi di Pantelleria
  • 2 zucchine
  • sale, pepe

Molto facile. Scottate i peperoni in acqua rovente, o abbrustoliteli alla brace o alla piastra. Che forse è anche meglio.

Teglia di vetro, olio sul fondo. Sdraiate a strati i peperoni scottati, le patate, la cipolla, i capperi, come da foto. Salate e pepate ogni strato.

Adagiate le orate su questo bel lettone di verdure. Rivestitele con le zucchine tagliate finissime. Salate e pepate anche qui.

Mettete il tutto in forno, 200 gradi, 40 minuti.

Le verdure formeranno un’abbondante brodaglia saporita che voi recupererete in una bella ciotola. Ci inzupperemo delle bruschette bisunte e goderecce.

Date un’altra botta di 10 minuti di ventilato (con la teglia “asciugata” dalla brodaglia), ben forte, e poi servite. Mi raccomando la chiave di violino. Se vi risulta difficile, la chiave di basso potrà togliervi dall’imbarazzo.

Le verdure saranno saporitissime.

Bruschiamo il pane, passiamo l’aglio sopra, bagnamo.

E magnamo. Portate in tavola anche la ciotola con la brodaglia e il pane abbrustolito. Pucciate, come se fosse cappuccino, come se non ci fosse un domani.

Tra l’altro ha pure smesso di piovere.

Enjoy!

 

 

 

 

 

 

 

 

Nota: Con quella brodaglia ci viene un cous cous spettacolare, quindi non siate grezzi come me.

Caramelle di pesce spada in alga nori e tre contorni (agretti, pomodoro, guacamole).

6 maggio 2012

Si, capisco bene che non sia tutto sto miracolo il piatto di oggi. Ma il fatto di avvolgere lo spada nell’alga nori non l’avevo mai provato ed è, a piatti svuotati, big up! Quindi sarò breve. Il piatto contiene almeno due leit motiv, pepe e lime, che intervengono in diversa misura in tutti e quattro i “settori”. Andiamo con ordine:

Ingredienti:

  • Pesce spada a tocchetti
  • Alga nori
  • Lime
  • Agretti
  • Pomodori
  • Capperi
  • Sale
  • Pepe
  • Olio Evo
  • Avocado

Via, sbollentate gli agretti finchè non sono teneri. Tagliate a tocchetti il pomodoro. Preparate la guacamole semplice schiacciando l’avocado (mi raccomando,compratelo solo se veramente morbido), aggiungendo succo di lime, sale, e abbondante pepe. E la guacamole è fatta. Condire gli agretti con olio, sale, pepe e lime. Fate marinare per un’oretta lo spada con…sale, pepe, e lime! Avvolgete i tocchetti di spada nell’alga nori, fate delle caramelle (anche se guardarle ora in foto sembrano muscoli. Si, ok non-spezzini, sembrano COZZE). Scaldate olio evo in padella, e tagliate 3 fettine di lime e fatele “friggere” nell’olio che ne prenderà i profumi. Fate saltare le caramelle. Una volta pronte tiratele fuori avendo cura di lasciare l’olio in padella, perchè lì ci saltarete velocemente il pomodoro a tocchetti e i capperi.

Beh, fate il piatto, fate una bella foto, magnate.

Tagliatelle nere con gamberetti (o gamberi) e melanzane.

29 aprile 2012

Niente, è di nuovo domenica e ieri non avevo voglia di andare a fare la spesa e mi son ritrovato con quattro robe nel frigo. E bisogna arrangiarsi. Tagliatelle al nero ce le aveva proposte anche il caro Winstonmcnamara in questa ricetta. Questa è la mia interpretazione. Con un paio di  ingredienti “speciali”. Alla fin fine è un piattino facile. Ma hey, che bomba comunque.

Ingredienti (per 3 persone):

Tagliatelle:

  • 1 uovo e 1 rosso
  • 1 bicchiere di birra lager(15 cl circa)
  • 1 bustina di nero di seppia
  • (facoltativo) 2 cucchiaini di yogurt greco.
  • Farina q.b.

Condimento:

  • 1 melanzana
  • 400 gr. di gamberetti (si, ho usato quelli surgelati. Si facciano avanti i troll puristi)
  • una decina di pomodorini
  • Aceto di riso.
  • una foglia di menta.

Impastate gli ingredienti (si, se state ancora dicendo YOGURT GRECO???? Si, ce l’ho messo.), fate un bell’impasto liscio e lasciatelo riposare qualche minuto. Tirate la pasta col mattarello (non siate pigri, è domenica) e fate le tagliatelle a mano. In padella scaldate olio extra vergine, e buttate i pomodorini tagliati, come se fossero il soffritto. Daranno cremosità. Aggiungete le melanzane a cubetti e fate cuocerle per qualche minuto. Alzate la fiamma e sfumate con un po’ di aceto di riso, che ci sta benissimo una sfumata d’aceto di riso. Aggiungete i gamberetti e una foglia di menta spezzata in due. Girate e toglietela dopo un un paio di minuti, serve solo per profumare il tutto.  Fate cuocere in modo che il sugo non si asciughi completamente. Regolate di sale, ovviamente.

Scolate le vostre bellissime tagliatelle nere (assaggiatele così, senza condimento. Che bomba eh? Basterebbe un filo d’olio e via) e saltatele in padella.

Direi che coi tempi che corrono, poteva andare peggio.

Buon appetito.

Ravioli con gamberi e agretti.

22 aprile 2012

Io la domenica la odio e l’ho sempre detto.

Però oggi ero particolarmente ispirato e ho voluto fare i ravioli da buona casalinga sessantenne quale io sono.

 

Ingredienti (per 2 persone):

Ravioli:

- 200 gr di gamberi

- 80 gr. di agretti

-40 grammi di ricotta

-sale,pepe,maggiorana

-mezza cipolla

-1 cucchiaio di pan grattato

Tirate la sfoglia. A mano, dai.

In una padellina fate scaldare due cucchiai abbondanti d’olio, fate appassire bene la cipolla, aggiungete i gamberi tagliati grossolanamente alzate la fiamma, fate sfumare una spruzzata di birra, lasciate insaporire, spegnete il fuoco.

A parte mettete a bollire un pentolino d’acqua, sbollentateci dentro gli agretti per 5 minuti, tirateli fuori, lasciate sgocciolare.

Frullate tutto, i gamberi con la cipolla e gli agretti.

Mettete il composto in una terrina e aggiungete la ricotta, aggiustate di sale, date una bella grattata di pepe, e un cucchiaino di maggiorana.

Il pane grattato vi servirà per raggiungere la consistenza desiderata.

No, niente uova, niente parmigiano grattato. Boh, sono fatto così.

Siccome era un test li ho conditi con una semplice concassè di pomodori saltati in padella con cipolla, olio e una fogliolina di menta.

Niente male, garantisco.

 

Buona domenica.

Il chimichurri. O meglio, la salsa criolla. Per le vostre grigliate underground

18 aprile 2012

Siamo spariti, ve l’avevo detto. Gli impegni ci sommergono, e se questo da un punto di vista strettamente musicale è una cosa buona, dal punto di vista bloggo-culinario è una mezza tragedia. Ma non è il momento di suicidarsi. Non ancora. E’ invece il momento di ripescare una cosa fatta qualche mese fa per un altro blog, ovvero questo, e consigliarvi il chimichurri per le vostre grigliate visto che ormai siamo a tiro. Appena smette sto tempo di merda. Qui sotto vi piazzo la video-ricettina che ho provveduto a fare per festeggiare il compleanno del blog Nonsiamodiqui, segue breve trattazione scritta.

(n.d.r. dal filmato ad oggi ho perso 8 kg, me ne sto vantando da giorni sui più famosi social network e non vedo perchè non farlo anche qua)

Ingredienti:

  • Peperone
  • Sedano
  • Cipolla
  • Pomodoro
  • Aglio
  • Timo
  • Basilico
  • Olio Evo
  • Sale

Facilissimissimo.

Tritate finemente tutto quanto, mescolate con olio e sale. In frigo può durare anche 10 giorni. E più giorni lo lasciate lì, più diventa buono, infatti in vista di una grigliata consiglio di prepararlo con un paio di giorni d’anticipo.

E’ il condimento per carni di cui non potrete più fare a meno. Ma davvero.

Nel video non c’è, ma una punta di peperoncino tritato per gli amanti del piccante ci starebbe bene. Benissimo. Sia chiaro.

Ecco, è già finito.

In tempi di ristrettezze bisogna essere sintetici ed efficaci. Un po’ come loro

Buona grigliata underground a tutti

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